L’affermato specialista Bruno Bassetto, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica e dell’Associazione Italiana Chirurghi Plastici ed Estetici, spiega, in questa interessante intervista, cause, rimedi, intervento e metodi di prevenzione della ginecomastia nell’uomo.

1- Cos’è la ginecomastia?

La ginecomastia è l’anomalo sviluppo delle dimensioni e conseguente rigonfiamento delle mammelle dell’uomo, rendendo il seno simile a quello femminile. Nel 40% dei casi, per i ragazzi di più di 14 anni, un principio di ginecomastia è normale, data la forte attività ghiandolare che, successivamente,  nel 90% dei casi, si normalizza, fino ad arrivare all’atrofia. Per quel 10% restante, il seno resta voluminoso e molto evidente.

2- Quali possono essere le cause di questa patologia?

I motivi d’insorgenza sono svariati: disturbi ormonali o cromosomici, sovrappeso, obesità, invecchiamento, cause ereditarie, farmacologiche o dipendenti da altre patologie.

3- Come viene classificata questa patologia in base alla sua origine? E a seconda dei tratti distintivi?

Ci sono tre tipi di ginecomastia: puberale, congenita e indotta. La puberale è un processo fisiologico, che generalmente regredisce in circa 2 anni. che ha luogo solo nel periodo della pubertà, a causa dell’intensa produzione di ormoni. La congenita è il vero e proprio squilibrio ormonale. L’indotta invece è causata da farmaci che alterano la normale funzione ormonale.

A seconda dei tratti distintivi invece possiamo distinguere tre casi: ginecomastia vera, falsa e mista a seconda se l’aumento del volume delle mammelle sia causato rispettivamente dall’aumento delle ghiandole, del tessuto adiposo o dall’influenza di entr

4- È dannosa dal punto di vista della salute? Può creare disagi dal punto di vista psicologico e comportamentale?

Non ci sono rischi per la salute. Sicuramente però, per l’uomo sta diventando un problema ingente e non da sottovalutare dal punto di vista psicologico, perché ne mette in discussione la mascolinità. Chi soffre di questa patologia, si sente a disagio con sé stesso e il suo corpo, provocando una chiusura dal punto di vista relazionale, sociale e sessuale. L’importante è essere consapevoli che la ginecomastia non è un problema raro e che si può tranquillamente risolvere.

5- L’intervento chirurgico è l’unica soluzione per risolvere questo problema?

Nella maggior parte dei casi sì, in quanto oltre ad eliminare l’eccesso adiposo, l’intervento serve a rimuovere parte della ghiandola, in modo da dare risultati immediati e permanenti. Nei casi di sovrappeso e obesità, è sempre consigliabile effettuare una dieta prima e nei casi di scompenso ormonale, è prima necessario bilanciare il metabolismo.

6- In cosa consiste l’intervento?

L’intervento si propone di rimuovere il tessuto grasso con la Vibroliposcultura (tecnica molto più raffinata rispetto la liposuzione) e di asportare la ghiandola in eccesso riportando le giuste proporzioni. La Vibroliposcultura  si esegue in sala operatoria, con anestesia locale o generale. Attraverso delle piccole incisioni invisibili, con cannule sottili,  viene asportato il grasso della regione pettorale e se serve anche quello della regione ascellare. Se permane del tessuto ghiandolare in eccesso viene eseguita la sua asportazione attraverso una piccola incisione nella parte inferiore dell’areola.

7- Quali sono i tempi di degenza?

La degenza in clinica non è necessaria. Il paziente dovrà tenere una fascia elastica per 30 giorni circa e, a otto giorni dall’operazione, gli verranno tolti i punti di sutura. Per i primi 3 giorni si consiglia di riposare le braccia, non alzare pesi o fare movimenti bruschi.

8- Le cicatrici restano visibili?

Assolutamente no. Dopo sei settimane circa non si vedranno più, ma non si potrà prendere il sole sulla zona toracica per 1 mese.

9- Si può prevenire la ginecomastia? Se si, come?

La ginecomastia si può prevenire seguendo poche regole: seguire una dieta non ipercalorica e che escluda alimenti con composti che hanno affinità con i ricettori degli estrogeni; tenere d’occhio il peso corporeo; praticare regolare attività fisica; non assumere eccessivamente alcol e ormoni  che inibiscono il testosterone

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